La Creativitá della Linea
Collettivo NUMEN. String Vienna. Vienna, 2014. http://www.numen.eu. Foto1.
È generata da un punto e genera infinite forme. La linea é un concetto primitivo, basico, ma se osservato e analizzato diventa complesso ed importante. Non é forse grazie alla linea che crei disegni? Non é ogni singola lettera una sequenza di linee? Tramite la linea tu scrivi, componi, crei grovigli, disegni nuove texture, dai forma ad oggetti di design, abiti, gioielli. È con la linea che inventi, plasmi, trasformi, colori; é con la linea che ti esprimi; é con la linea che ti rappresenti.
Tu sei la linea e la linea é te.
Se alla linea diamo un senso, otteniamo una direzione. Se le diamo uno spazio e un tempo, le diamo un ritmo. Se al concetto di linea aggiungiamo colore, diventa pittura. Se prendiamo una squadra e un righello, abbiamo un progetto. Se alla stessa aggiungiamo inchiostro, diventa calligrafia. Se alla prima aggiungiamo la seconda abbiamo l’arte calligrafica o la calligrafia artistica.
Ora, (siamo partiti dal punto ricordi?), come in una spirale uniamo tutti questi concetti uno dopo l’altro è inseriamo il principio di scarabocchio consapevole, allora la linea diventa linea espressiva.
La creatività della linea e la sua espressività dipendono da te che la “dirigi”. Ognuno infatti può essere interpretato con una linea e ogni linea rappresenta qualcuno.
La linea intesa come linea-libertà può essere quindi vissuta come spazio personale.
Vi sono stati e vi sono numerosi artisti che utilizzano esclusivamente la linea per creare i loro capolavori. Abbiamo ad esempio Kandinskij, che ‘vedeva’ la linea
Angelo Morandini. Tele sociali. http://www.angelomorandini.net. Foto2
come musica; Louise Bourgeous per il quale la linea era un nido. Per Kenneth
Martin era un labirinto, per Caitlin Foster é una texture, per M.C. Escher era illusione. Per il collettivo NUMEN (foto1) la linea é un gioco, dove nella linea si può entrare e cambiarne lo schema. Per John Franzen la linea assume una connotazione zen, dove dice che ‘ogni linea é un respiro’; concetto che viene rielaborato con Jaime Derringer il cui motto é ‘a shape a day’.
Emma Mcnally genera costellazioni. Anna Hepler fa uscire la linea dalla bidimensionalitá e crea forme tridimensionali con un filo di metallo, Anne Lindberg con dei fili di lana tesse il colore nello spazio. Angelo Morandini crea delle tele sociali, dove la linea è esercizio, si impara a comunicare, a rispettare lo spazio e il tempo propri e degli altri; Morandini genera relazioni. Vi é Luca Barcellona che fa della calligrafia un disegno, unendo così due differenti modi di intendere la linea.
Vi sono Tony Orrico e Heather Hansen che usano il proprio corpo come spirografo umano, dove la linea segue la forma del corpo.
Con la linea si creano inaspettate figure, gorghi, si può saturare la superficie o giocare con il vuoto/pieno. É il virtuosismo della singola persona che fa della linea un’opera, quindi un’esperienza. Ognuno sceglie il suo strumento, sceglie la propria modalità e si rappresenta.
Scegli il tuo spazio, che sia un foglio, un fazzoletto, una tela, una parete, il corpo umano, un pc, un piatto, una lampadina, un lenzuolo etc; quello che più ti piace. Scegli ora anche lo strumento che più ti piace, ad esempio, un pennello, una matita, le tue dita, il cioccolato, ago e filo, lo spazzolino, un filo di rame etc. Scegli tu, scegli cosa e dove essere. Prova, sperimentati, esprimiti!
Quindi, tu, che linea sei? Sei una lettera? sei una forma? Sei tridimensionale? Sei colorato o una scala di grigi? Sei linea tonda e fluida o sei un quadrato? Sei un pennello sulla tela o un punteruolo nel legno? Sei…?
Saveria Squarzoni
Jaime Derringer, http://www.jaimederringer.com
Caitlin Foster, http://www.caitlinfoster.net
John Franzen, http://www.johnfranzen.com
Heather Hansen, http://www.heatherhansen.net
Anna Hepler, http://www.annahepler.com
Anne Lindberg, http://www.annelindberg.com
Angelo Morandini, http://www.angelomorandini.net
Luca Barcellona, http://www.lucabarcellona.com
Tony Orrico, http://www.tonyorrico.com


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